ARCHIVIO ASTRONEWS:
ottobre 2009 |
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28 OTTOBRE
2009: |
Il nuovo
razzo Ares I-X pronto al lancio, tempo permettendo! |
Il maltempo impedisce il lancio.
Oggi nuovo tentativo |
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Non
è stato accolto da un cielo
sereno il gran debutto tra i
cieli di Ares 1-X,
il prototipo del nuovo razzo
della NASA che dovrebbe andare a
sostituire lo Shuttle per i
collegamenti in bassa orbita
(LEO) con la Stazione spaziale
internazionale. Condizioni meteo
sfavorevoli hanno costretto a
rimandare l’attesissimo lancio
di prova, inizialmente previsto
il 27 ottobre 2009 dalla base di
Cape Canaveral,
in Florida, per le 8 del mattino
(le 13 ore italiane) e poi
posticipato al 28
ottobre, sempre alle
8 ora locale.
Qualche nube, per la verità, si
intravede anche per le
possibilità del vettore di nuova
generazione di entrare in
servizio per il 2012, e portare
i primi astronauti nello spazio
per il 2015. Le conclusioni del
rapporto
Augustine,
infatti, pongono la Nasa di
fronte a scelte che potrebbero
modificare i piani originari del
programma Constellation
lanciato nel 2004 e
fortemente sostenuto dal
presidente Bush, di cui Ares I
fa parte.
Il test di volo dell'Ares 1-X
durerà appena due minuti. Il
vettore, del peso di 816
tonnellate, raggiungerà
un’altezza di 40,2 chilometri
dalla superficie terrestre (non
arriverà in orbita LEO, quindi),
per poi dividersi in due pezzi.
Il primo stadio verrà riportato
a terra per mezzo di paracadute,
mentre il secondo stadio si
inabisserà nell’Oceano
Atlantico. Il prototipo ARES
I-X, detto “the stick” (lo
stecco), è alto quasi
100 metri (è il missile
più lungo mai utilizzato dalla
Nasa dai tempi dei Saturn V di
110 metri impiegati negli anni
Sessanta per le missioni sulla
Luna). È stato costruito in modo
da simulare il più fedelmente
possibile il vettore “titolare”
ARES I completo di tutte le sue
sezioni. Questa prova di lancio
è importantissima per verificare
prima di tutto l’impatto in volo
delle violentissime vibrazioni
riscontrate a Promontory durante
le prove
di accensione del primo stadio,
che rischierebbero di
danneggiare il sistema di
direzionamento della spinta o
addirittura quello di controllo
dell’autodistruzione da terra.
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(fonte ASI.IT)
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26 OTTOBRE
2009: |
Scoperto uno
strano "buco" sulla Luna |
L'ha individuato una sonda
giapponese. Sarà la futura abitazione per gli astronauti? |
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Hanno trovato un buco
sulla Luna e lo hanno fotografato. È il primo ad
essere scoperto dopo anni di ipotesi e ricerche
sulle fotografie raccolte in quasi mezzo secolo di
esplorazioni spaziali. A riuscirci è stata la sonda
giapponese Kaguya che per due anni, e sino al giugno
scorso, ha ripreso in continuazione mari e valli
seleniche. Un apposito team di planetologi della
Jaxa, l’agenzia spaziale nipponica, era al lavoro
proprio con questo fine: trovare buchi lunari. E ci
sono riusciti aprendo un interessante panorama di
possibilità per quanto riguarda i piani della
colonizzazione di cui si parla sempre più
insistentemente.
Il buco è stato
identificato in un’area vulcanica vicino alle
colline «Marius Hills» e ha un diametro di 65 metri.
Junichi Haruyama, il leader del gruppo di
ricercatori, ha spiegato che potrebbe scorrere in
profondità per centinaia di metri creando una cavità
molto stabile. Come si sia formato non è ben chiaro.
Potrebbe essere stato generato in seguito a
un’eruzione vulcanica nelle prime epoche della
formazione del corpo celeste. Nei processi di
raffreddamento della lava si generano situazioni del
genere. Oppure si ipotizza che possa essere un buco
che dalle profondità lunari permetteva la
fuoriuscita della lava miliardi di anni fa. Comunque
sia l’origine, il buco c’è ed ora si vuol capire
bene le sue caratteristiche. Per questa ragione la
sonda americana Lunar Reconnaissance Orbiter della
Nasa, da poco arrivata in orbita, punterà i suoi
obiettivi per tracciarne con maggior dettaglio
(dieci volte superiore) un identikit. Ma nel
frattempo si metterà alla ricerca anche di altri
possibili buchi esistenti in regioni diverse della
superficie.
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22 OTTOBRE
2009: |
L'evento
"Una Stella per ogni Bambino" sul TELEVIDEO RAI nazionale |
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- clicca
sull'immagine per ingrandirla - |
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Un responsabile
del TELEVIDEO RAI ha comunicato alla nostra
associazione che il nostro evento "Una
Stella per ogni Bambino", che si terrà
domenica 1° novembre, è stato scelto tra gli
eventi autunnali più importanti in Italia
meritevoli del famosissimo spazio
informativo televisivo. Alla pagina 575,
alla prima delle quattro (1/4), troverete la
notizia, che rimarrà fino a mercoledì 28
ottobre.
La scelta è
scaturita per l'importanza delle finalità
solidali della manifestazione
casaranese.
Un sentito
ringraziamento al dott. Paolo Colona della
redazione RAI.
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21 OTTOBRE
2009:
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Oggi il picco
delle Orionidi, lo sciame meteorico di
Ottobre |
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Conosciute come lo sciame-fratello delle Eta Aquaridi di maggio, le Orionidi di fine ottobre sono associate alla
cometa Halley, la più conosciuta e studiata delle comete.
Lo sciame si produce ogni anno negli stessi giorni allorchè l’orbita terrestre incrocia la scia di polveri -che vaporizzano in atmosfera ad un’altezza di circa 100 km- lasciata dal passaggio di Halley. Hanno come
radiante la zona di Orione che è ai confini con le stelle dei Gemelli.
Il periodo osservativo va dal 16 al 27 ottobre, con picco massimo atteso per il giorno 21. Tuttavia, negli ultimi anni, un numero consistente di meteore è stato rilevato 1 o 2 giorni prima e dopo la data di picco massimo, pertanto sarebbe ideale poter osservare durante il periodo che va dal 18 al 23 ottobre. |
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19 OTTOBRE
2009:
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Improvvise
particelle luminose ai confini del Sistema Solare |
Le ha fotografate il satellite
della Nasa IBEX ,costruito e lanciato per stabilire i limiti
del nostro «sistema» |
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Fasce di
particelle luminose impreviste sono state
scoperte ai confini del sistema solare. Le
ha fotografate il satellite della Nasa IBEX
, dalle iniziali di Interstellar Boundary
Explorer, apposta costruito e lanciato per
far chiarezza su uno degli argomenti più
dibattuti e cioè dove e come sono i confini
del sistema solare. Questi dovrebbero essere
segnati dalla cessazione dell’influsso
esercitato dal vento solare che è quel fiume
di particelle cariche e radiazioni che
l’astro emette in continuazione. Ma
stabilire dove siano esattamente queste aree
è complicato perché bisogna andarci
direttamente a misurare le caratteristiche
dell’ambiente per esserne certi. Infatti le
sonde che più si sono impegnate su questo
fronte sono le due Voyager della Nasa che
uscendo dal sistema solare potevano
rilevare, appunto, il cambio delle
caratteristiche dello spazio, cioè
dell’eliosfera, come viene chiamata la
grande bolla che ingloba anche i pianeti.
L'OCCCHIO
DI IBEX - Ora IBEX con la sua lunga
orbita ellittica ha potuto indagare queste
zone e scoprire appunto che ai confini le
particelle atomiche cariche subiscono dei
cambiamenti generando dei flussi di
particelle atomiche neutre le quali formano
delle vere fasce molto luminose agli occhi
degli strumenti del satellite. Il fenomeno è
assolutamente nuovo, mai rilevato, ed era
sfuggito pure alle sonde Voyager. Esso
sarebbe, in particolare, il frutto
dell’interazione tra il campo magnetico e l’eliopausa
che è la zona appunto al limite
dell’eliosfera. Insomma il risultato
dimostra che quel mondo remoto è ancora
misterioso e da investigare per capirne la
natura.
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12 OTTOBRE
2009:
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Saturno ha un
altro anello! |
E’ il più grande
conosciuto, lo ha “visto” il telescopio
spaziale della Nasa Spitzer |
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E’ gigantesco: potrebbe “ospitare” una massa corrispondente a un miliardo di pianeti come la Terra. Ed è anche quasi invisibile, non riflettendo la luce solare (che non arriva fin lì in misura sufficiente) ed essendo probabilmente composto esclusivamente da ghiaccio e polveri generate da collisioni sulla superficie della luna Phoebe, che orbita al suo interno. Si tratta del più grande anello fino ad oggi individuato attorno a Saturno. Lo ha “visto” il telescopio spaziale ad infrarosso della NASA Spitzer, che dal 2003 lavora su un orbita ellittica attorno al Sole. Sono particelle così rarefatte che “se vi veniste a trovare nell’anello non riuscireste nemmeno a rendervene conto” ha detto Anne Verbiscer, astronoma alla University of Virginia che insieme ad altri due ricercatori ha pubblicato il risultato delle sue osservazioni su Nature. Spitzer è riuscito ad individuarlo grazie alle radiazioni termiche, che hanno fatto brillare le polveri. Rispetto agli altri anelli di Saturno, ha un'inclinazione di 27 gradi. La massa dell’anello comincia a evidenziarsi ad una distanza di circa 6 milioni di chilometri dal pianeta e si estende fino a 11,9 milioni di chilometri.
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16 OTTOBRE
2009: |
Titano simile alla nostra Terra ma più fredda |
Le analisi
che continuano ad effettuarsi sulle
immagini riprese dalla sonda Cassini,
mostrano Titano sempre più simile alla
nostra Terra nelle sue fasi primordiali.
Solo che la temperatura è molto più
bassa.
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Un’immagine radar
interessantissima di Titano, anche se a prima vista può sembrare
confusa. Al centro vi è un grande lago esteso per centinaia di
chilometri. Si notano spiagge, golfi, canali (più chiari). Essendo
vicino al polo sud questa estesa superficie liquida è in fase di
prosciugamento stagionale. |
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Mano a mano che si
analizzano le immagini ed i dati provenienti dalle
misure radar e spettroscopiche, Titano continua ad
assomigliare sempre di più al nostro pianeta, malgrado
la temperatura superficiale sia estremamente più bassa.
Nessun altro pianeta del Sistema Solare è così vicino
alle caratteristiche terrestri. Vi sono pochissimi
crateri da impatto, mentre si sono rilevati catene di
montagne, dune e parecchi laghi. La presenza di liquido
sulla sua superficie ne fa già un corpo unico. Ma che
liquido è? Non certo acqua, che non potrebbe mantenersi
in tale stato ad una temperatura che sfiora i 180°
centigradi sotto zero. I laghi sono composti da
idrocarburi, quali il metano e l’etano. E proprio questi
composti svolgono lo stesso ruolo del ciclo dell’acqua
sulla Terra. Essi evaporano e ricadono sulla superficie
sotto forma di pioggia e neve. Per cui esistono in tutte
e tre le classiche forme: solida, liquida e gassosa. La
pioggia di metano forma canali, nuovi laghi e causa una
veloce erosione dei crateri da impatto, in modo simile a
quanto capita sulla Terra.
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9 OTTOBRE
2009: |
Oggi
un
"proiettile"
sulla
Luna in
diretta
alle
13:31
ora
italiana! |
La sonda
LCROSS
scaglia
un
proiettile
contro
un
cratere
lunare |
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La
diretta
dell'impatto
la
troverete
cliccando
sul
seguente
link
della
NASA:
http://www.nasa.gov/multimedia/nasatv/index.html |
Una sonda della Nasa si avvia a lanciare un proiettile contro un cratere lunare alla ricerca di eventuali riserve d'acqua, il che potrebbe aprire la strada all'affascinante ipotesi di una colonia umana fuori dall'atmosfera terrestre. La sonda LCROSS (Lunar Crater Observation and Sensing Satellite), partita a giugno dalla base di Cape Canaveral, in Florida, lancerà il missile-bomba, un Centaur, alle 07:31 ora di New York (le 13:31 italiane).La sonda avrà quindi soltanto quattro minuti per filmare e fotografare gli effetti dell'impatto e, attraverso gli strumenti di rilevamento a bordo, per cercare vapore acqueo o frammenti di ghiaccio nella nube di detriti alzata dall'esplosione. La spettacolare missione potrebbe confermare i risultati della sonda indiana Chandrayaan-1, che ha scoperto tracce d'acqua sulla superficie lunare, aprendo scenari di esplorazione alla 'Star Trek', il telefilm cult di fantascienza: la presenza di acqua è, infatti, considerata l'elemento essenziale per un eventuale ritorno dell'uomo sulla Luna, e stavolta per rimanerci, in una base spaziale stabile. Nel programma della Nasa, in attesa dell'approvazione della Casa Bianca, questa ipotesi è fissata per il 2020. Alla stampa americana Alan Andrews, che ha progettato la missione LCROSS, non ha nascosto la sua eccitazione per l'evento, che verrà trasmesso in diretta sul sito della Nasa: "La tempesta di polvere che si scatenerà e che potremo vedere sarà fantastica, come se la Luna ci venisse addosso", ha detto.
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6 OTTOBRE
2009: |
Il
telescopio italiano SCORE si è avvicinato al
Sole |
Lo strumento
italiano, lanciato il 14 settembre, ha
ottenuto la prima immagine dell'elio nella
corona della nostra stella |
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Per la prima volta, un telescopio ha puntato gli occhi sul Sole ed è riuscito a fotografare le emissioni di elio che zampillano dalla corona della nostra stella (nella foto a sinistra). Il merito dell’impresa va a SCORE, (Sounding-rocket Coronagraphic Experiment), lo strumento italiano per lo studio dell’atmosfera esterna del Sole, lanciato con successo (dopo vari rinvii a causa di problemi tecnici e meteorologici) lo scorso 14 settembre a bordo di un razzo NASA, dalla base White Sands Missile Range, nel New Mexico. La missione, parte del programma HERSCHEL (HEliumResonantScattering in theCoronaandHELiosphere, un omonimo del telescopio a infrarossi dell’ESA), è frutto di una collaborazione tra l’ASI e la NASA ed è stato sviluppata in Italia grazie ai gruppi di ricerca dell'INAF-Osservatorio Astronomico di Torino, delle Università di Firenze e Pavia, e da Altec di Torino.SCORE è stato progettato per ottenere immagini dell'emissione coronale alle lunghezze d'onda del visibile, ultravioletto e, fatto inedito, in estremo ultravioletto. Una prima analisi dei dati ha confermato il completo successo scientifico dell’esperimento. Come atteso, si è ottenuta la prima immagine dell’emissione dell’elio presente nella corona solare, cioè dell’elemento del Sole di gran lunga più abbondante dopo l’idrogeno. Questo risultato costituisce la prima misura dell'abbondanza dell’elio in corona. Un dato di grande importanza per la comprensione della formazione del vento solare.
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3 OTTOBRE
2009:
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Ieri
l'attracco della Soyuz alla ISS col suo "clown" |
A bordo anche Guy Laliberte', fondatore
del Cirque du Soleil |
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Ha attraccato regolarmente alla stazione
spaziale internazionale la navicella russa Soyuz, con a bordo un
nuovo equipaggio di 3 astronauti. Fra loro c'e' il settimo turista
spaziale, il canadese Guy Laliberte', ex artista di strada e
fondatore del Cirque du Soleil che ha pagato 35 milioni si dollari
per il 'passaggio'. Durante il volo verso la Iss, Laliberte' ha
dimostrato di essersi ben adattato a tutto: e' stato protagonista
anche di un piccolo spettacolo con bolle di sapone a bordo della
navicella. |
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